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inserita il 27/01/2011 - da: LUCA SCIACCHITANO
Si parla tanto dell'epoca del consumismo. Di come i cittadini comprino le cose per poi buttarle e ricomprarle.
E questo significa materie prime, devastazione del territorio, inquinamento, discariche sempre piene.
Eppure il mio sospetto è che la causa del consumismo sfrenato non sia dei consumatori, quanto invece delle aziende produttrici.
Infatti noi siamo portati a pensare che solo alcuni prodotti siano "usa e getta" quando invece la maggiorparte dei prodotti sono progettati e costruiti per rompersi.
Abbiamo fatto caso tutti che quasi sempre i prodotti elettronici (oggi quasi tutti i prodotti sono elettronici) si rompono qualche mese dopo la scadenza della garanzia?
Porto un esempio di vita vissuto che sarà abbastanza esemplificativo di come vengono prodotti i beni oggi.
Diversi anni fa acquistai una stampante a colori della Epson. Funzionò per i fatidici 2 anni e 4 mesi e, un giorno, di punto in bianco smise di funzionare.
Quando inviavo la stampa sul monitor compariva la scritta "Errore sconosciuto. Contattare l'assistenza". Una stampante da 60 euro non la porti in assistenza: la butti e te la compri nuova.
Eppure quel messaggio, quella piccola ancora di salvezza che mi dava la stampante mi fece fare una ricerca su internet e scoprii un qualcosa che mi ha messo sotto tutta un'altra luce la "casualità" con cui i prodotti si rompono dopo 2 anni dall'acquisto.
Scoprii che la Epson metteva dei contatori sull'accensione della stampante. Ovvero, ogni volta che io accendevo la stampante, un contatore nascosto scattava. Arrivato ad un certo numero di accensioni la stampante smetteva di funzionare "errore sconosciuto. Contattare l'assistenza".
Sembra assurdo eppure, la prova del nove fu un programmino che azzerava i contatori. Lo scaricai, lo feci partire e, miracolosamente, la stampante riprese a funzionare!
Questo meccanismo mi ha portato a capire come mai, poco dopo la scadenza della garanzia, i prodotti tendono a rompersi immancabilmente.
E ben venuti nell'era del consumismo cannibale e fine a se stesso.
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