AEROPORTO TRAPANI. ANALISI SUI DATI.

inserita il 25/09/2011 - da: LUCA SCIACCHITANO

Tutti ci ricordiamo le dichiarazioni di Ignazio La Russa ed Antonio D'Alì del 25 agosto quando, in visita all'aeroporto, il ministro, con faciloneria tipica dei membri di questo governo, (che promette casinò e nobel per la pace a Lampedusa o annuncia trafori inesistenti tra l'umbria ed il CERN) dichiarò che poteva "considerarsi conclusa la parte della missione che ha consentito di limitare gli effetti disastrosi della guerra civile in Libia".

Per parafrasare un recente comunicato stampa del senatore D'Ali, Sono rammaricato che il ministro della difesa italiana non abbia consultato il segretario generale della NATO prima di dichiarare la cessazione dell’azione militare in Libia.
Ma tant'è che, in barba alle promesse del ministro e del senatore, l'aeroporto è ancora in mano militare e la parola data diventa carta straccia.

Il comunicato stampa del senatore quindi si innesta in un contesto in cui, venendo meno alla parola data (che questo influisca o meno sull'aeroporto lo analizzerò in seguito) si necessitava un capro espiatorio su cui buttare l'attenzione e sviare l'opinione pubblica dalla mancata promessa. (non cito la recentissima Vuitton Cup, ma ognuno può farsi il proprio film senza bisogno della mia regia).
E qui il senatore commette un secondo errore: attaccare Salvatore Ombra che, negli occhi di moltissimi cittadini è Salvatore di nome e di fatto e, così come molti si rivolgono ad Antonio D'Alì come "il Senatore", molti altri cittadini si rivolgono a Salvatore Ombra come "il Presidente" obbligando molti cittadini a schierarsi.

Ma in un paese di ciechi, chi ha un occhio solo è principe e, in un paese dove nessuno bada ai fatti ma si muove per slogan, io che mi vado a leggere i dati posso fare dei ragionamenti più articolati.
E quali sono i fatti?
In allegato un file excell che mette a confronto i voli invernali dell'anno scorso con i voli invernali di quest'anno.
L'anno scorso avevamo 93 voli settimanali spalmati su 15 tratte, 15 località.
Quest'anno abbiamo 99 voli settimanali spalmati su 20 tratte quindi i voli invernali quest'anno AUMENTERANNO rispetto all'anno scorso quindi mi sento di dare torto al senatore D'Alì relativamente al decadimento dell'aeroporto che, pur militarizzato, porta a casa un risultato: aumentare i voli e le tratte.

Relativamente alla programmazione estiva, qui non me la sento di condividere il pessimismo di Salvatore Ombra.
Non conosco le questioni tecniche, è vero, ma l'aeroporto ha operato quest'anno con una finestra di 20 voli giornalieri.
Recentemente la difesa ha aumentato questa finestra a 25 voli quindi la possibilità di crescita c'è.

Quello che invece mi preoccupa sono quei 14 milioni di debiti che i cittadini hanno sul groppone per la gestione dell'Airgest.
Infatti, se è vero che nessuna società di gestione è in attivo, è anche vero che non si possono contrarre debiti in eterno (in questi giorni lo stiamo sperimentando sulla nostra pelle con il debito pubblico e le nuove tasse del governo Berlusconi), ed è anche vero che questi debiti vanno ripagati prima o poi.

Ecco, il mio sospetto è che quei 10 milioni, deliberati con legge dello Stato e quindi al 99% SICURI (per volontà ed impegno del senatore d'Alì) che sarebbero dovuti andare come ristoro ai cittadini, vadano ad appianare i debiti di Airgest che, sommati ai 2 milioni promessi dalla Regione (di questi ho i miei dubbi), fanno 12 milioni di euro, ovvero quasi l'ammontare dei debiti di Airgest.

Un'ultima nota: ipotizziamo che i 12 milioni di fondi pubblici vadano a riparare ai debiti contratti da Airgest, fra 4 anni ci ritroveremo di nuovo l'aeroporto sommerso dai debiti? E fra 4 anni chi pagherà il danno?

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